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Teresa
Il respiro del mare
accarezzò solenne
i giorni di acqua e sole
oscurati da tuo padre
orgoglioso di operarti al cuore.
Calpestando con suole chiodate
gocce di lacrime versate
ti allontanò per non vederle
ti regalò per non sentirle.
Le scarpe bianche
toccarono la salita
le tue ossa dissero
“Siamo stanche,
il peso della vita”.
L’urlo di un treno
sollevasti il velo
un corredo in mano
dicesti addio al cielo
promesso senza uomo.
Sola,
un nuovo tetto
trapuntato d’abisso
vagiti di un mentecatto
nido dell’unico amplesso.
Generasti carne
gridando un figlio
con nuove forme
scuotevi un sonaglio.
Avanzasti nel tempo
amando il tuo giorno
nelle notti del pianto
abolivi il suo ritorno.
Ma un cuor di leone
al ritiro in vecchiaia
coronò di miele
i rintocchi dell’ora più buia.